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mercoledì 21 giugno 2017

Invisibili Creature: MICHELE



MICHELE

Michele (in ebraicoמיכאל?) è tra quelli 
a cui la Bibbia attribuisce espressamente il titolo di arcangelo, come Gabriele e Raffaele
menzionato nel Libro di Tobia.

Arcangelo e Principe delle milizie celesti
Venerato da: Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza: 29 settembre - 8 maggio
Attributi: Ali, spada, Armatura, Diavolo, Bilancia, Globo Crucigero, Scettro
Patrono di: Bielorussia, Germania, Bruxelles, Kiev, Archangelsk, Polizia, Radiologi, Droghieri, Brigata Paracadutisti della "Folgore", diversi comuni italiani.
Nome e angelologia
Il nome Michele deriva dall'espressione Mi-ka-El che significa "chi è come Dio?". L'arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Satana. Michele, comandante delle milizie celesti, dapprima accanto a Lucifero (Satana) nel rappresentare la coppia angelica, si separa poi da Satana e dagli angeli che operano la scissione da Dio, rimanendo invece fedele a Lui, mentre Satana e le sue schiere precipitano negli Inferi.
Nel calendario liturgico cattolico si festeggia come "San Michele Arcangelo" il 29 settembre, con San Gabriele Arcangelo e San Raffaele Arcangelo.
Michele nei testi sacri giudaico-cristiani
Michele è citato nella Bibbia ebraica, nel Libro di Daniele 12,1, come primo dei principi e custode del popolo di Israele.
Nel Nuovo Testamento è definito come arcangelo nella Lettera di Giuda 9, e nell'Apocalisse di Giovanni 12,7-8, Michele è l'angelo che conduce gli angeli nella battaglia contro il drago, rappresentante il demonio, e lo sconfigge. Esso è implicitamente nominato in Giosuè 5:14-15 (Giosué 5) e in Zaccaria 3:2 (Zaccaria 3). Essendo qui chiamato "Angelo Personale del Signore" possiamo ritrovare la sua figura in Genesi 16,7 che rimanda a I Corinzi 10,4 che a sua volta si ricollega a Esodo 3,2 e 23,21 che rimandano ad Isaia 9,5 e 63,9 per poi ritrovarsi in Giudici 2:1 e rivelarsi nel collegamento tra Malachia 3:1 e Marco 1,2 e Salmo 106:20 e Giovanni 1,1
Secondo la liturgia cristiana, Michele è l'angelo che rivelò l'apocalisse a San Giovanni.

Michele nei libri non canonici

Numerosi sono gli scritti apocrifi vetero e neo-testamentari in cui l'arcangelo Michele compare a vario titolo. Per esempio, nell'Apocalisse di Baruc è scritto che detiene le chiavi del Paradiso; nella Vita di Adamo ed Eva si dice che fu lui ad insegnare ad Adamo a coltivare la terra; nell'Apocalisse di Mosè detta ai figli di Adamo ed Eva i doveri rituali verso i defunti; nel Vangelo di Bartolomeo si racconta che fu lui a portare a Dio la terra e l'acqua necessarie a creare Adamo; nella Ascensione di Isaia si racconta che fu lui a rimuovere la pietra dal sepolcro di Gesù; nella Apocalisse della Madre di Dio accompagnò la Vergine in un viaggio infernale per mostrarle le pene a cui sono sottoposti i dannati.
L'angelo Michele nell'ebraismo
Secondo l'esegesi della religione ebraica l'angelo Michele, che è un Serafino, sostiene il popolo d'Israele e rappresenta il Kohen Gadol nelle Regioni eccelse, è infatti legato alla SefirahChesed ed è chiamato "Grande" come il popolo d'Israele.
« ...Samek indica Mikael che sostiene Israele, lo difende e ne attesta la rettitudine. Se non fosse per lui, che parla bene nei nostri confronti, non saremmo più al mondo ma egli dice al Santo, benedetto Egli sia: "Israele professa l'Unità proclamando: "Chi è come Dio?" (mi ka E-l)", come è scritto: Chi è come Te fra gli dei, o Signore (Es 15,11) ... Mikael domina tutti i (gli angeli) principi »
(El'azar da WormsIl segreto dell'Opera della Creazione)
L'angelo Michele rivelò alla matriarca Sarah, sposa di Abramo, la nascita del figlio Isacco; inoltre, ormai superata, parlò ad Abramo nell'episodio della prova del sacrificio di Isacco.
Nell'esegesi ebraica vi sono più opinioni rabbiniche che si chiedono se l'angelo che lottò con Giacobbe sia stato Michele o Samael: secondo il testo di El'azar da Worms, quando Dio chiese all'angelo Serafino Michele, capo degli angeli officianti, del perché l'avesse ferito, rispose che ciò avvenne per il bene di Giacobbe stesso e dei suoi discendenti, il popolo d'Israele. Quando Giacobbe volle trattenerlo ulteriormente quando stava approssimandosi l'alba ed il momento del cantico che gli angeli rivolgono a Dio, l'angelo Michele si mise a "gridare" e "piangere", iniziò il cantico dalla Terra, fatte le benedizioni su Giacobbe e la sua discendenza per sempre. Infine, secondo la Volontà divina, l'angelo Michele chiamò poi l'angelo Raffaele, angelo che custodisce la guarigione, per guarire Giacobbe ma secondo altri venne guarito dal sole che stava sorgendo.
Michele nell'Islam
Il nome di Mīkāʾīl (in araboميخائيل‎), o Mīkīl (in araboﻣﻴﻜﻴﻞ‎), è citato nel Corano alla sura II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele). Secondo la tradizione, assieme a quest'ultimo, avrebbe provveduto a istruire il profeta Maometto e, secondo un'altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai.
Michele secondo i testimoni di Geova
Gesù nella sua esistenza preumana era conosciuto anche come la "Parola di Dio", che i testimoni di Geova interpretano come "il portavoce del Padre" (Giov. 1,1), e che sia anche in effetti conosciuto come Michele, per il suo unico ruolo di arcangelo o "angelo capo" e di comandante contro Satana
Gesù è anche identificato dai testimoni di Geova sulla base di alcuni passi biblici (vedi per es. Daniele (12,1-7) con l'arcangelo Michele capo dell'esercito angelico che combatte contro il Demonio e il suo esercito nell'Apocalisse.
Iconografia cristiana
L'immagine di Michele arcangelo sia per il culto che per l'iconografia, dipende dai passi dell'Apocalisse. È comunemente rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di drago.
È il comandante dell'esercito celeste contro gli angeli ribelli del diavolo, che vengono precipitati a terra. A volte ha in mano una bilancia con cui pesa le anime (psicostasia), particolare che deriva dalla tradizione islamica (a sua volta derivante dalla mitologia egizia e persiana), ma che non ha nessun fondamento nelle scritture cristiane o nella tradizione cristiana precedente, come dimostra M. Asìn Palacios ne L'escatologia islamica nella Divina Commedia.
Sulla base del libro dell'Apocalisse ne vennero scritti altri dedicati a Michele che finirono per definirlo come essere maestoso con il potere di vagliare le anime prima del Giudizio.
L'iconografia bizantina predilige l'immagine dell'arcangelo in abiti da dignitario di corte (con il loron) rispetto a quella del guerriero che combatte il demonio o che pesa le anime, più adottata invece in Occidente.
Secondo vari studiosi, tra cui lo scrittore scozzese Robert J. Stewart, San Michele e San Giorgio sono eredi dell'immagine dell'eroe radioso che uccide un drago, parte della fase solare del mito della creazione il cui prototipo fu il dio babilonese Marduk. «In epoca ellenistica l'equinozio autunnale, come quello primaverile, era consacrato a Mitra-Sole considerato demiurgo e cosmocrator, signore e animatore del cosmo, la cui funzione era simboleggiata da una sfera che teneva in mano; ma anche mediatore cosmico e dunque, per tanti aspetti, analogo a Hermes-Mercurio. Molte funzioni equinoziali e mediatrici di Mitra-Sole-Hermes vennero ereditate da san Michele la cui festa cade in Occidente nel periodo subito successivo all'equinozio…»
San Michele nella liturgia cattolica
Nella messa tridentina San Michele è ricordato espressamente più volte. Innanzitutto è menzionato nel confiteor primo fra i santi dopo la Vergine Maria. Lo si ritrova quindi nella preghiera di benedizione dell'incenso, in cui l'arcangelo viene invocato come «colui che sta alla destra dell'altare dell'incenso». Secondo il celebre liturgista Prosper Guéranger San Michele potrebbe essere citato erroneamente al posto dell'arcangelo Gabriele, che viene menzionato dal Vangelo di Luca 1,19.
Papa Leone XIII ordinò infine di recitare la preghiera a San Michele in ginocchio davanti all'altare al termine di tutte le messe, escluse quelle solenni. Lo stesso pontefice stabilì un rito esorcistico (chiamato Exorcismus in Satanam et Angelos Apostaticos) in cui, nella prima parte, viene invocato come "principe gloriosissimo delle milizie celesti", come "custode e patrono della santa Chiesa", San Michele Arcangelo, affinché venga in difesa dei cristiani contro il demonio. La preghiera fu abolita dalla liturgia dal Concilio Vaticano II.
Venerazione e tradizioni popolari
Il culto dell'arcangelo Michele (impropriamente ma tradizionalmente equiparato ad un santo) è di origine orientale.
L'imperatore Costantino I, a partire dal 313, gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli. La prima basilica dedicata all'arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di un'altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza archeologica di Roma nel 1996[9]; il giorno della sua dedica, officiata con ogni probabilità da un papa prima del 450, ovvero il 29 settembre, è rimasto fino ad oggi quello in cui tutto il mondo cattolico festeggia "San Michele". La basilica in Septimo fu meta di pellegrinaggi fino al IX secolo, quando il riferimento geografico della festa del 29 settembre risulta trasferito al santuario garganico e alla chiesa di Castel Sant'Angelo a Roma.
In Oriente San Michele è venerato con il titolo di "archistratega", che corrisponde al titolo latino di princeps militiae caelestis (principe delle milizie celesti) che compare nella preghiera a San Michele.
Fin dal VII secolo i pastori pugliesi che si recavano in transumanza sulla Majella portarono con loro il culto di San Michele Arcangelo. San Michele Arcangelo è infatti anche il patrono di Arielli (CH), piccolo comune della provincia di Chieti attraversato interamente dal tratturo che da L'Aquila porta in Puglia e la sua festa viene celebrata il 29 settembre con grande partecipazione di popolo. A Lettomanoppello a circa 750 ms.l.m. c'è un'ampia grotta in cui è collocata una statua in pietra del santo particolarmente venerata nei secoli passati da tutti i lettesi (abitanti di Lettomanoppello) che, ogni anno, l'8 di maggio si recavano in processione dal paese fino alla grotta per celebrarvi messa. Pietro da Morrone, poi papa Celestino V, ai piedi della grotta costruì una piccola cappella. Attualmente nella grotta è collocata una copia della statua in quanto quella originale, poiché di notevole valore storico-artistico (nonché economico) dopo un tentativo di furto è custodita presso il Museo delle genti d'Abruzzo a Pescara.Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa, anche in seguito all'apparizione dell'arcangelo sul Gargano in Puglia. Secondo la tradizione, l'arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maioranovescovo di Siponto l'8 maggio 490 e, indicatagli una grotta sul Gargano, lo invitò a dedicarla al culto cristiano. In quel luogo sorge tutt'oggi il santuario di San Michele Arcangelo - Celeste Basilica - (nel mezzo del nucleo cittadino di Monte Sant'Angelo), che nel Medioevo fu meta di ininterrotti flussi di pellegrini, i quali per giungervi percorrevano un percorso di purificazione lungo la Via Francigena.
Nella vita di papa Gregorio I, riportata dalla Leggenda aurea, si narra che durante una tremenda pestilenza, al termine di una processione con il canto delle litanie istituite dal papa intorno alla città di Roma, Gregorio vide apparire su Castel Sant'Angelo San Michele che deponeva la spada nel fodero, segno che le preghiere erano state ascoltate e che la terribile epidemia sarebbe cessata. Per commemorare l'episodio sul monumento fu eretta una statua raffigurante l'arcangelo.
Altro luogo di venerazione dell'Arcangelo Michele è l'isolotto francese di Mont Saint-Michel. Qui, secondo la leggenda, l'arcangelo Michele apparve nel 709 a sant'Uberto, vescovo di Avranches, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché San Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di Sant'Uberto con il foro è conservato nella Chiesa di Saint-Gervais. Più a sud, a Le Puy-en-Velay, nell'Alvernia, è dedicata a San Michele una cappella, sita sulla punta di un antico vulcano e meta di pellegrinaggi.Molto caro ai russi assieme all'arcangelo Gabriele e oggetto di diverse icone. Un monastero del XII secolo a lui dedicato, costruito sulla foce della Dvina, ha dato il nome all'intera città di Arcangelo, nel nord della Russia.

Il culto fu caro anche a san Colombano ed ai monaci colombaniani di Bobbio, lo stesso santo monaco missionario irlandese fondò numerose chiese dedicati al santo nella sua opera evangelizzatrice in Europa ed eresse nel 615 l'eremo di San Michele di Coli poco distante da Bobbio e dalla sua abbazia.Il culto di San Michele fu assai caro ai Longobardi, e in Italia l'arcangelo Michele è patrono di molti paesi e alcune città. Sul monte Pirchiriano, nel territorio di Sant'Ambrogio di Torino, i Longobardi costruirono una piccola edicola dedicata all'Arcangelo Michele, che successivamente, nell'anno 986, divenne abbazia denominata sacra di San Michele.
Giovanna d'Arco identificò nell'Arcangelo Michele una delle Voci che la ispirarono e la prima che le si presentò.
Papa Francesco il 5 luglio 2013, in occasione dell'inaugurazione di una statua di San Michele Arcangelo nei Giardini Vaticani, ha consacrato lo Stato della Città del Vaticano a San Giuseppe e a San Michele Arcangelo, principale difensore della fede.
Proverbi e detti
  • Fare San Michele: traslocare spesso per costrizione; prima della riforma dei patti agrari i traslochi si eseguivano il 29 di settembre giorno dedicato al santo. Figuratamente l'atto di mettersi le dita nelle narici che ricorda appunto l'azione di staccare i quadri in vista di un trasloco.
  • San Michele ribaltato: detto in uso nell'appennino tosco-emiliano, dicesi di una situazione non chiara, disordinata, confusa, destinata a non giungere allo scopo prefissato il che a ricordare un carro ribaltatosi durante un ipotetico trasloco di una famiglia contadina dove si rovesciano mescolandosi in maniera caotica mobili, suppellettili, piatti rotti, derrate alimentari e tutto quello che vi si trovava sopra.
  • Pendere come la bilancia di San Michele: detto a persona che non segue la retta via (sia esso un figlio, un coniuge, un amico).


martedì 20 giugno 2017

Invisibili Creature: GABRIELE




GABRIELE

Nelle religioni abramitiche, Gabriele (ebraico גַּבְרִיאֵל, Gavriʼel, latino Gabriel, greco Γαβριήλ, ebraico tiberiano Gaḇrîʼēl, arabo جبريل Jibrīl o Jibraeil), significa "Potenza di Dio ('El)" o "Dio ('El) è forte"

Il nome deriva dall'ebraico e significa: "Potenza di El", "El è forte".
Insieme a Michele e Raffaele, è uno degli angeli menzionati nella Bibbia.
È il primo ad apparire nel Libro di Daniele della Bibbia. Era anche rappresentato come "la mano sinistra di Dio".
Ha annunciato la nascita di Giovanni Battista e di Gesù, e per i musulmani è stato il tramite attraverso cui Dio rivelò il Corano a Maometto.
Nella tradizione biblica è a volte rappresentato come l'angelo della morte, uno dei Messaggeri di Dio: anche come angelo del fuoco. Il Talmud lo descrive come l'unico angelo che può parlare siriaco e caldeo. Nell'Islam, Gabriele è uno dei capi Messaggeri di Dio.
Nella tradizione cristiana è conosciuto come uno degli arcangeli, anche se questo non trova riscontro nella Bibbia, dove si parla sempre di un solo arcangelo (angelo capo) al singolare e mai al plurale e, comunque, non riferito mai a Gabriele bensì a Michele.
I riferimenti a Gabriele sono sempre e soltanto in qualità di 'angelo' ossia messaggero. Nell'Antico Testamento Gabriele interpreta la visione profetica del capro e del montone (Daniele 8:15-26) e spiega la predizione delle settanta settimane di anni (490 anni) dell'esilio da Gerusalemme (Daniele 9:21-27);
Nel Nuovo Testamento annuncia a Zaccaria la nascita del figlio Giovanni Battista e a Maria di Nazareth la nascita di Gesù Cristo (Luca 1:11-20).

L'angelo Gabriele domina su tutti gli angeli principi delle 70 Nazioni. Egli è chiamato l'uomo vestito di lino.
« ...Gavriel dice (a Dio): "Israele è il potente esecutore dei Tuoi ordini e proclama: "Iddio è forte" (Ghibbor E-l)", come è scritto: Dio grande, forte e terribile (Deut. 10,17). Sii il loro aiuto ed il loro scudo perché invero una spada a doppio taglio è nelle loro mani ... Gavriel domina tutti i principi (angeli) delle Nazioni »
(El'azar da WormsIl segreto dell'Opera della Creazione)
L'angelo Gabriele diresse la punizione divina contro Sodoma.
Una delle sue missioni è anche quella di far maturare i frutti.
Egli è lo scriba celeste, inoltre rivela la profezia dei sogni profetici.

Storia e Bibbia ebraica

Nello storico contesto della distruzione del Tempio di Gerusalemme di Salomone, e nella cattività babilonese del Regno di Giuda che seguì, il profeta Daniele pensava quale fosse il significato delle diverse visioni che aveva vissuto in esilio, quando Gabriele gli apparve (Daniele 8:16-25).
Gabriele è menzionato due volte per nome:
"... e egli arrivò per passare, quando io, io Daniele, ebbi la visione, che cercavo per capire; e, vedo, lì davanti a me l'apparire come di un uomo. E io sentii la voce di un uomo tra le rive dell'Ulai, che chiamava, e disse: 'Gabriele, fa che quest'uomo possa capire la visione'. Così egli venne vicino dove io ero: e quando arrivò, io ero terrificato, e caddi; ma egli mi disse: 'Capisci, figlio dell'uomo; per la visione che appartiene al tempo della fine..." (Daniele 8:15-17)
"...E dopo che io ebbi parlato, e pregato, e confessato i miei peccati ed i peccati del mio popolo di Israele, e presentato le mie suppliche davanti al Signore mio Dio per la sacra montagna del mio Dio; e mentre stavo parlando e pregando, l'uomo Gabriele, che avevo visto nella visione all'inizio, stava volando veloce, recandosi vicino a me verso l'ora dell'offerta serale. E lui mi fece capire, e mi parlò, e disse: 'Daniele, sono ora giunto per renderti capace di capire...Settanta settimane sono dichiarate per la tua gente e per la tua santa città, per porre fine alle trasgressioni, e per porre fine ai peccati, e per perdonare l'iniquità, e per prendere l'eterna virtuosità, e per sigillare la visione ed il profeta, e per raggiungere il più sacro dei luoghi" (Daniele 9:20-24).È verso la fine del potere di Babilonia che ancora Gabriele viene inviato a elaborare e spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di PersiaGrecia e Roma stavano perdendo il dominio del mondo.
È qui che Gabriele racconta a Daniele riguardo alle misteriose "Settanta settimane" (shavu-im shivim) che sembrano indicare la fine della cattività Babilonese che durò settant'anni quando Ciro il Grande permise il ritorno a Sion e la ricostruzione del Tempio nel suo impero.
Il suo nome ricorre anche nell'apocrifo Libro di Enoch.

Talmud

Nel Talmud (uno dei testi sacri dell'ebraismo), Gabriele appare come il distruttore dei soldati di Sennacherib nel Sanhedrin 95b, armato di "affilata falce che era pronta già dalla Creazione".
L'arcangelo è anche indicato come colui che mostrò a Giuseppe la via, colui che evitò alla regina Vashti di apparire nuda davanti al re Ahasverus (Assuero) ed i suoi ospiti, facendole spuntare una coda; e l'angelo che seppellì Mosè.
Nel Talmud Yoma 79a, comunque sia, è detto che Gabriele cadde una volta in disgrazia "per non aver obbedito agli esatti comandi dati, io rimasi per un po' fuori dal Velo celeste".
Durante questo periodo di 21 giorni, l'angelo guardiano della Persia, Dobiel, fece le veci di Gabriele.
Gabriele è anche, secondo il Giudaismo, la voce che disse a Noè di prendere gli animali prima del grande diluvio, l'invisibile forza che evitò ad Abramo di uccidere Isacco e la voce del roveto ardente.

Nuovo Testamento

Nel nuovo testamento, Gabriele è l'angelo che rivela a Zaccaria che Giovanni Battista nascerà da Elisabetta, e che visita Maria rivelandole che sarà lei la madre di Gesù.
La visita di Gabriele a Maria nel Vangelo di Luca è spesso detta "L'annunciazione" (Luca 1:26-38), un evento celebrato il 25 marzo dalla Chiesa Cattolica Romana.
È anche commemorato come "il Primo Mistero di Gioia" ogni volta che si prega il rosario.
Gabriele può anche essere l'angelo che visitò Giuseppe. Dopo aver appreso della gravidanza di Maria, Giuseppe considera l'ipotesi di non sposarla più, ma "un angelo del Signore" appare a Giuseppe in sogno e gli dice che il concepimento avvenne mediante lo Spirito Santo. (Matteo 1:18-25).
Secondo la tarda leggenda, è anche l'angelo non identificato del Libro della Rivelazione (Apocalisse di Giovanni) che soffia il corno annunciando il Giorno del Giudizio.
Sia per i cattolici sia per gli ortodossi, è San Gabriele l'Arcangelo, conosciuto come il santo patrono dei lavoratori delle comunicazioni.
Come tale è ricordato il 29 settembre nel nuovo calendario redatto dopo il Concilio Vaticano II. La data tradizionale in cui si ricorda è il 24 marzo.
Gabriele compare anche in vari scritti apocrifi dell'Antico e del Nuovo Testamento.
Il Dizionario delle Creature spirituali (in I mondi ultraterreni di Giordano Berti, Milano 1998) riporta l'immagine battagliera di quest'angelo descritta nel Libro di Enoc etiope; da qui deriva un'iconografia diffusissima presso i cristiani ortodossi, che confondono però spesso Gabriele con Michele.
Gli ortodossi infatti rappresentano un arcangelo mentre trafigge il demonio con una lancia: Ma si tratta di Michele

Altre denominazioni

Secondo alcune speculazioni teologiche eterodosse, Gabriele avrebbe vissuto la sua vita mortale come il patriarca Noè. Gabriele e Noè sono da considerare come lo stesso individuo e Noè sarebbe il nome da mortale, mentre Gabriele sarebbe il nome di essere immortale.

Nell'Islam

Il nome arabo di Gabriele è Jibrīl o Jabrāʾīl in arabo: جبرائيل , جبريل ‎: IPA: [dʒibriːl], [dʒiabræːʔiːl] [dʒibræːʔiːl] o [dʒibrɛ̈ʔiːl]).

musulmani credono che Gabriele sia stato l'angelo che rivelò il Corano a Maometto.
Nell'Islam è anche chiamato capo dei quattro angeli favoriti e spirito di verità, esplicando sotto altri punti di vista una funzione analoga a quella dello Spirito Santo. Come forma di deferenza, i musulmani lo chiamano anche Nostro Signore Gabriele (Sidna Jibril), poiché si presenta come iniziatore in grado di trasmettere il messaggio divino al Profeta e di conseguenza agli uomini.
Grazie al fatto di poter intercedere presso Dio, è anche considerato protettore e interprete della volontà divina.
È conosciuto anche come il Grande Ordinatore (An-Namus al-Akbar), lo Spirito Santo (ar-Ruh al-Qaddus) e l'Integro (Al-Amin).
L'aspetto fisico di Gabriele è descritto nel ḥadīth di Bukhārī (Ṣaḥīḥ, 4:54:455): «Mi ha narrato ( ḥaddathanī ) Abū Isḥāq al-Shaybānī: chiesi a Zir ibn Ḥubaysh riguardo alle dichiarazioni di Dio: "S'avvicinò a due archi e meno ancora / e rivelò al servo Suo [Gabriele] quel che rivelò.). Su ciò, Zir disse, "Ibn Masʿūd ci disse che il Profeta aveva visto che Gabriele aveva seicento ali».
Gabriele è considerato con lo stesso aspetto dai musulmani e nel pronunciare il suo nome o nel riferirsi a lui i musulmani ripetono l'eulogia: "su di lui la salvezza [di Dio]" ( ʿalayhi l-salām ). Il primo compito di Gabriele è di portare messaggi da Dio ai Suoi messaggeri. Come nel Cristianesimo, Gabriele è detto essere l'angelo che informò Maria in araboﻣﺮﻳﻢ‎, Maryam della sua concezione virginale di Gesù in araboعيسى‎, ʿĪsā : «E nel Libro ricorda Maria, quando s'appartò dalla sua gente lungi in un luogo d'oriente / ed ella rese, a proteggersi da loro, un velo. E Noi le inviammo il Nostro Spirito (Rūḥ) che apparve a lei sotto forma di un uomo perfetto. / Ella gli disse: "Io mi rifugio nel Misericordioso, avanti a te, se tu sei timorato di Dio!" / Le disse: "Io sono il Messaggero del tuo Signore, per donarti un fanciullo purissimo". / "Come potrò avere un figlio, rispose Maria, se nessun uomo mi ha toccata mai, e non sono una donna cattiva?" / Disse: "Così sarà. Perché il tuo Signore ha detto: 'Cosa facile è questa per me, e Noi, per certo, faremo di Lui un Segno per gli uomini, un atto di clemenza Nostra: questa è cosa decretata".» (Cor., 19:16-21, Sura di Maria).
Secondo la tradizione islamica l'Arcangelo Gabriele (Jibrayil in arabo) appoggiò varie campagne militari di Maometto aiutando e guidando il Profeta.
La prima fu l'invasione di Dhi Amr.
Secondo lo studioso musulmano Sami Strauch, si riporta che a Sahih Bukhari che stava piovendo, e Maometto si tolse le vesti e le appese nel ramo di un albero perché seccassero, mentre il nemico lo stava guardando.
Quindi Ghwarath ibn al-Harith attaccò Maometto.
Lo minacciò dicendo: "chi ti proteggerà da me oggi?"
Quindi secondo studiosi musulmani l'Arcangelo Gabriele arrivò e colpì Ghawrath nel petto e lo forzò a gettare la spada.
Maometto prese la spada e disse "chi ti proteggerà da me?". Ghawrath rispose: "nessuno, ed io riconosco che nessun Dio merita di essere adorato eccetto Allah" e quindi si convertì all'Islam.
I musulmani credono che Gabriele abbia accompagnato Maometto nell'ascesa al Paradiso, dove Muḥammad si dice abbia incontrato i precedenti profeti di Dio, essendo informato riguardo alle modalità della preghiera islamica (Bukhārī 1:8:345). I musulmani credono anche che Gabriele discenda sulla Terra nella notte detta "del Destino" (Laylat al-Qadr), una imprecisata notte cioè degli ultimi dieci giorni del mese sacro di ramaḍān.

Angelologia profana

Gabriele è a volte associato al colore acquamarina, la direzione dell'ovest, o l'elemento dell'acqua.
Il suo cavallo si chiama Haizum.
Gabriele è anche variamente identificato come l'angelo dell'annunciazione, resurrezione, pietà, vendetta, morte, e rivelazione.
Inoltre, l'arcangelo è anche stato identificato in varie fonti come il "Settimo Angelo che presiede alla presenza di Dio"; è anche dichiarato in varie fonti tafsarim (capo angelico principe) dei Cherubini, grazie, potere, arcangeli e degli angeli degli ordini celestiali.
Il governatore della Luna e del lunedì è anche descritto come Gabriele.
Infine, l'arcangelo è anche il dominatore dello Shamayim, il Primo Paradiso.

Protezione
Angelo protettore delle comunicazioni (radiocinematelevisione), dei postini, degli ambasciatori, dei giornalai, dei corrieri, dei radioamatori, delle unità dell'Esercito Italiano appartenenti all'Arma delle Trasmissioni e, in generale, di chiunque "porta notizie".
Alcuni cristiani del Sud America lo considerano anche il patrono degli scrittori.

Iconografia

Il suo aspetto rispetta quello dell'angelo: giovane figura androgina alata che talvolta porta il diadema.
Spesso raffigurato con il giglio, portato alla Vergine nell'Annunciazione.[6]
L'angelo Gabriele viene promosso ad arcangelo dai testi dei Vangeli apocrifi, senza che da questo derivi una particolare distinzione iconografica, dipendente piuttosto dall'episodio rappresentato che dagli attributi specifici.
Per questa ragione non è imprescindibile per Gabriele l'immagine dell'arcangelo in abiti di corte, con una tunica dalmatica bianca coperta dalla clamide.
Degli angeli e degli arcangeli Gabriele conserva l'attributo della lunga bacchetta degli ostiari che può essere sostituita dal giglio simbolo della verginità di Maria.

Letteratura

Gabriele è ricordato nel XXIII canto del Paradiso dantesco, ghirlanda che scende ad avvolgere la Madonna, cantando una melodia a cui si uniscono tutti i beati.
« Io sono amore angelico, che giro
l'alta letizia che spira dal ventre
che fu albergo del nostro desiro »
(vv. 103-105)

Influenza culturale

L'eccentrico inglese agiografo, padre di 15 figli, Sabine Baring-Gould (1834-1924), scrisse un canto di Natale basco, Gabriel's Message, che si basava probabilmente sul canto latino del XIII-XIV secolo Angelus ad Virginem che egli stesso utilizzò come base per la sua biblica descrizione dell'Annunciazione nel Canto del Nuovo Testamento di Luca.
Gabriele è anche il soggetto di una canzone dei Cole Porter "Blow Gabriel, Blow".
Gabriel è anche il soggetto della canzone più famosa della cantante francese Najoua Belyzel, "Gabriel", dove lei racconta di essersi innamorata dell'arcangelo.
Gabriele ha un ruolo principale nel film Gabriel - La furia degli angeli; in esso egli è l'ultimo arcangelo sopravvissuto a Satana e tenta di riconquistare il Purgatorio.
Christopher Walken, dopo aver interpretato un angelo nel video Bad Girl di Madonna, impersona Gabriele nei film L'ultima profeziaL'angelo del male e La profezia.
Gabriele è anche tra i personaggi dei serial Supernatural e Dominion.
L'Arcangelo Gabriel è il protagonista della trilogia fantasy "Le Chant De L'ange - Il Canto Dell'Angelo"[7] pubblicata solo su web da Katya Sanna nel 2001 e presentata dalla trasmissione culturale di Piero Dorfles "Il baco del millennio" su Rai Radio 1 e presso la biblioteca comunale di Roma Elsa Morante.
Gabriele ha un ruolo importante a favore del male nel film Constantine.