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mercoledì 17 maggio 2017

RITORNERAI?



RITORNERAI?

- Ritornerai?
- Non so.. Non te lo posso dire...
- Perché?
- Io...
- Tu?
- Ci sono tante cose che non sai, tante cose che farebbero male al cuore...
- Al tuo o al mio?
- Both... Entrambi...

L'accento inglese, gli occhi blu dalle ciglia scure scrutavano l'orizzonte fino al mare mentre, l'altoparlante della stazione annunciava l'arrivo di un treno proveniente da Nizza.

- Ritornerai?
- Vuoi una risposta a tutti i costi.
- Si... Non posso stare qui ad aspettarti senza sapere se tornerai da me ancora.

Gli occhi azzurri avevano un segno di sofferenza, sapevo che non li avrei più rivisti, me lo sentivo. Certe cose il cuore e la mente lo sanno già prima di tutte le decisioni prese con ponderatezza.
Poi il suo sguardo penetrò il mio.

- Ho tre figli e...
- Una famiglia da mantenere e a cui vuoi bene, lo fai per loro, non ami più... Una bella casa, un ottimo lavoro e la certezza di un futuro sereno, programm...
- Stop... Wait...
- Wait?...Aspettare cosa? Che tu vada oltre? Oltre a cose che conosco già, trite e ritrite che dicono tutte le persone sposate all'avventura o all'amante di turno?
- Tu non sei un amante o avventura per me!
- Ah no? E cosa sarei allora, dimmelo!
- Un amore che non potrò mai avere... Per tutta la vita.

Avevo riso amaramente mentre un treno sfrecciava poco più in là dal nostro, i suoi capelli ricci e scuri ondeggiavano al vento che portava via quella locomotiva, coprendo il suo volto. Non volevo credere ai suoi occhi lucidi, al suo dolore che ritenevo meno importante del mio, aveva tre figli, una famiglia in Inghilterra, era qui per riposo e convalescenza, un'anima sola che stava facendo i conti con una vita abitudinaria là e con questa, così breve e intensa, dove il mare ed il sole erano la sua cornice.
Avevo il cuore a pezzi.

- Non ritornerò mai più... Ho deciso così.

Stavo per andarmene via, ma dopo pochi metri mi ero fermato voltandomi verso quella figura appoggiata al finestrino del vagone, mentre il vento caldo che proveniva dalle montagne davanti al mare, mi faceva volare la camicia bianca di lino. Mi ero riavvicinato lentamente con le mani in tasca.

- Che ne sarà di noi?
- Non lo so... I could not tell you ... Maybe we will come back to life forever, maybe with the guilty feelings...
- Io non ho sensi di colpa! Non ho nessuno che mi aspetta a casa, figli ed altro.

Aveva abbassato la testa, presi il suo volto tra le mani e baciai la sua fronte e di scatto mi ero allontanato subito. Sarei salito sul vagone. avrei passato tutto il tempo insieme fino all'aeroporto di Nizza. Ma non potevo permettermelo, un minimo di rispetto verso me stesso c'era ancora.

- Ritornerai... Nei miei pensieri per tanto tempo, lo sai?
- Si, come ritornerai tu nei miei.
- Mi scriverai ogni tanto per sapere come stai?

Silenzio e il suo viso si era rivolto verso il capo treno che da uno sportello faceva segno ad un suo collega per la imminente partenza.

- Lo farò te lo giu... I will, I will definitely write you. I will not tell you to swear, we never say this word.
- Ti amo.

Silenzio, il fischio del capotreno e la chiusura delle porte, fecero partire rumorosamente quel treno bianco e rosso verso Nizza. Il suo volto era fisso su di me, come una statua di cera. Poi avevo letto le sue labbra

- I love you too.

Scomparve subito dentro al vagone, non aveva voluto vedermi sparire lentamente da lontano. L'istinto di correre verso il treno, come un melodramma ottocentesco, era salito nel mio io più profondo. Invece con uno sforzo quasi tremendo, mi ero voltato verso la stazione e lentamente ero ritrovato fuori da quell'inferno caldo, da quell'addio bruciante.
Piangevo durante il tragitto fino all'albergo, non vedevo gli oleandri accanto a me, non vedevo il cielo azzurro sopra la mia testa, non vedevo il mare blu di fronte...
Sentivo solo una parola nella mia testa, una parola inutile e senza una risposta affermativa.

- Ritornerai?

Giampaolo Daccò.


martedì 2 maggio 2017

IL SALENTO: GRANDE MAGIA DI UN VIAGGIO PER L'ITALIA



SALENTO, LUGLIO 1984

Non potevo immaginare quanta bellezza ci fosse in una parte dell?Italia che fino ad allora non avevo mai visto, non riuscivo ad ascoltare i commenti dei miei amici sui vari argomenti di cui si parlava, ero troppo intento a godermi il paesaggio, a nutrirmi di quella stupefacente bellezza a volte selvaggia a volte naturale e poco, soprattutto non ancora, deturpata dall'uomo.
Quello che si sprigionava davanti a me erano un immenso blu, un'ocra calda, un bianco abbagliante e qualche spruzzo di verde qua e là tra una piccola altura e l'altra. Una luce abbacinante ed immensa ci circondava, e sembrava diversa ad ogni ora del giorno e la sera prima di cena, mi soffermavo incantato ad osservare quei tramonti indimenticabili, di un rosso violaceo infinito, quasi da sembrare un dipinto ottocentesco. 
Poi quasi immediatamente si piombava letteralmente in un cielo stellato così grande da far quasi paura, in notti profumate che quasi illuminavano il mare nero sottostante dalla casa dove eravamo situati.
Un giorno avevamo deciso di partire per un'avventura, una lunga gita per il "tacco" italiano
Da Metaponto eravamo partiti il mattino presto mentre un'alba rosa dorata ci aveva svegliato, in cinque su un'auto piena di musica e borsoni siamo andati all'avventura con l'incoscienza dei vent'anni. La costa di Ginosa, la pineta di Castellana scorrevano sotto i nostri occhi, la luce abbagliante rifletteva su un mare verde-azzurro da sembrare una distesa fatta di una grande pietra preziosa: l'acquamarina. 
Più tardi Taranto coi suoi tentacoli era davanti a noi, impressionante il porto con le ciminiere fumanti, fortunatamente (avevo pensato poi) ci eravamo allontanati presto da lì, ci eravamo fermati a mangiarci dei panini in riva al mare e goderci un poco di sole.
Nel tardo pomeriggio arrivammo a Manduria. tutte le cittadine che avevamo incontrato durante il percorso erano bellissime macchie bianche e ocra, sembravano grandi fortezze nel tavoliere pugliese.
La sera stessa dopo una frugale e tarda merenda e lasciata Nardò ci fermammo a Gallipoli. Cittadina fantastica con un mare da sogno e qui avevamo passato tre giorni,e tre notti indimenticabili.
quell'anno, in due mesi di vacanze, scoprii una terra dalle mille suggestioni, dalle mille tinte e dai mille paesaggi. Eppure in tutta quella bellezza c'era una struggente malinconia forse proveniente dal passato, quando ancora era una terra dura ed il pane quotidiano era sudato con fatica e la popolazione per la maggior parte viveva in povertà oppure con dignitosa difficoltà, ma sempre fiera negli occhi.
Ritornammo a Metaponto giorni dopo, dalle colline nei pressi di Matera vidi il più bel tramonto della mia vita, neanche nei paesi tropicali ne ricordo uno così.
Il sole era quasi sceso e le sfumature della volta spaziavano dall'oro, al rosa, al rosso finendo in un viola e blu notte. Quando il sole era sceso completamente, poco sopra Venere e Mercurio all'orizzonte sembravano due gemme incastonate e su una collina più in là bruciavano i resti di covoni di grano, le fiamme gialle e rosse si stagliavano nel tramonto e le prime luci di paesi lontani apparivano come lucciole.
Eravamo pronti per altri giorni di viaggi e divertimenti, la nostra curiosa sete era in fermento, e il programma era stato stabilito: ripartire verso il nord passando sull'Adriatico, ma non so so il perché, non ero riuscito a ritrovare quella magia di colori così intensi di quell'atmosfera di sogno, che il Salento ci aveva donato a larghe braccia.

Giampaolo Daccò

giovedì 20 aprile 2017

ORIZZONTI INFINITI



ORIZZONTI INFINITI

Strade lontane
Cammini solitari
che portano verso
Orizzonti Infiniti

Vite incredibili
Menti sensibili
che viaggiano verso
Orizzonti Infiniti

Occhi chiari profondi
Sguardi intensamente vissuti
che guardando verso
Orizzonti Infiniti

Cieli stellati
Mari in tempesta
che confinano con
Orizzonti Infiniti

Azzurre montagne  lontane
Grigi palazzi di grandi città
che nascondo grandi
Orizzonti Infiniti

Il mio pensiero va
Verso popoli lontani
Dove la loro speranza
è finita e scomparsa
lontana dal loro cuore
lontana dalla loro mente

Eppure laggiù
dove il loro cuore
non è ancora arrivato
dove la paura regna
Ad aspettarli
ci sono milioni di
Orizzonti Infiniti.

Un giorno saranno davanti a loro.

Giampaolo D.


venerdì 14 aprile 2017

CON LEGGEREZZA



CON LEGGEREZZA

In silenzio con leggerezza
ho cercato di entrare
nella tua vita e nel tuo cuore
Con leggerezza
ti ho sorriso parlato e ascoltato
ho cercato di capire il tuo cuore
Con leggerezza
ho imparato ad amare
tutto ciò che eri e non eri,
e chi sei ora,
ho imparato ad amare
con leggerezza
i tuoi difetti, i tuoi pregi
E tu con leggerezza
hai accettato la mia presenza
e chi fossi, e chi sono ora
Da quel giorno in cui  
hai compreso cosa c'era 
nel tuo cuore solitario
 la tua anima
con leggerezza
è diventata mia

Con leggerezza ed amore

Giampaolo D.


martedì 11 aprile 2017

GIRASOLI DI UN'ESTATE LONTANA



GIRASOLI DI UN'ESTATE LONTANA

Estate 1970

Quell'assolato pomeriggio di un'estate calda e luminosa, mentre i colori forti del paesaggio colpivano gli occhi e si sentiva il sudore colare nella schiena appoggiata al carrettino dello zio, si tornava verso la cascina dopo ave aiutato quell'uomo buono a raccogliere il fieno a pochi chilometri da casa, nella tenuta di suoi clienti.
Il frinire delle cicale invadeva l'aria e le fronde verdi degli alberi posti ai lati della piccola strada sterrata appena intrapresa svoltando a sinistra dalla proprietà di quei clienti, ci regalavano un po' di ombra e sollievo a quella calura di un luglio incredibile.
Ogni tanto la brezza di un leggero vento caldo, sfiorava i nostri corpi facendo vibrare i vestiti leggeri come onde del mare sulla sabbia ed un ruscello d'acqua trasparente e fresca scorreva poco lontano da noi.
La tentazione di fermare il carro e scendere giù di corsa e tuffarsi in quell'invitante corso d'acqua era davvero forte, ma avevamo fretta di ritornare a casa, dove le spesse mura della cascina donavano fresco ed ombra.
Seduti accanto allo zio, sul carro pieno di fieno trainato dal buffo e tenero asinello, stavamo avviandoci verso la fattoria, solo il rombo di un aereo lontano che solcava il cielo ed il frinire di quelle cicale, interrompevano quello che sarebbe stato un silenzio incredibile e forse avremmo ascoltato "il rumore del vento tra gli alberi" confondendosi con il profumo della natura che ci stava circondando.
Appena svoltata un'altra curva a gomito nascosta da alti alberi e questa volta sulla destra, la casa ci era apparsa all'improvviso avvolta da un manto giallo: centinaia di girasoli le facevano da cornice, a destra e a sinistra della sterrata, sembrava di entrare in un dipinto di Monet, di essere finiti in una favola dove tutto poteva accadere, ricordo che li osservavo quasi con la bocca aperta per l'emozione che mi stavano dando.
Girasoli dall'alto gambo verdastro, girasoli dai toni giallastri vivacissimi che sembravano seguire con lo sguardo il cocente sole nel cielo, eravamo rimasti tutti incantati ad osservarli mentre lo zio sorrideva al nostro stupore, nella sua grande età ne aveva visti di paesaggi come questi ed ormai non si stupiva più,. facevano parte della sua vita da sempre.
Era per noi piccoli, uno spettacolo incredibile ai nostri occhi, alcune rondini volteggiavano sopra le nostre teste mentre ci eravamo avvicinati al cancello nel retro del cascinale e sempre attorno a noi questi magnifici fiori.
Appena lo zio aveva fermato il carro vicino alla stalla, noi piccoli eravamo saltati giù dal carro e mentre lui sistemava l'asinello nella stalla per dargli da bere, siamo corsi in casa salendo i gradini di corsa.
L'ombra delle spesse mura di mattoni a vista, davano un refrigerio incredibile al caldo patito sulla strada del ritorno, dalle inferriate delle finestre  nella rustica cucina, le tende candide e ricamate volavano verso l'alto grazie alla corrente d'aria della porta aperta.
la nonna ci stava aspettando ed intanto che stava preparando la merenda pomeridiana fatta con spremute e panini con marmellata e burro, ci aveva portato dei grandi bicchieri di acqua fresca per dissetarci.
Io mi ero allontanato da tutti e con il mio bicchiere in mano, mi ero avvicinato alla finestra più grande, avevo preso una sedia di legno e sono salito in piedi appoggiandomi con una mano alla ringhiera e con occhi sgranati, ricordo, che guardavo quella campagna seminata di girasoli ed ero rimasto lì incantato per lunghi minuti, volando in un mondo dipinto di colori forti e bellissimi, la mia fantasia inesauribile mi aveva portato in paesaggi incredibili e colorati visti solo in fotografia e sentivo di amare sempre di più la natura, una natura che poi avrei amato per sempre.

Giampaolo D.

mercoledì 5 aprile 2017

ZIO PEPEN E GIANINA CON AMORE



ZIO PEPEN E GIANINA
CON AMORE

Vorrei ricordare il mio piccolo ma grande zio Pepén con la sua Gianìna. 

Un uomo piccolo e paraplegico nelle gambe ma con una forza nelle braccia da sollevare un uomo con le mani, prendendolo per i piedi. 
Fratello di nonna Maria, zio era la bontà fatta in persona con due occhi talmente chiari che neanche l'acqua del mare poteva competere con lui. 
La sua inseparabile Gianìna, lo accompagnava sul lavoro nei campi e quando si addormentava sul carretto per la stanchezza o per un bicchiere di vino in più, Lei lo portava a casa facendo chilometri e da sola si fermava ai semafori o agli stop. 
Un asinello femmina talmente dolce e carina che, quando andavo nella sua stalla, l'accarezzavo e l'abbracciavo sempre. Buona ed intelligente come lo zio Pepén detto "EL MORU", il cui cognome Sari (dopo varie ricerche), tradisce origini indo-iraniane.
Ti penso sempre caro zio nonostante tu non ci sei più da tanti anni, stella azzurra nel cielo come lo erano i tuoi occhi.
Io e le mie cugine Silvia ed Egidia giocavamo sempre da lui, sento ancora l'odore del fieno e vedo il campo dietro casa sua, quella casa semplice ma piena di amore.
Zio Pepén - El Moru, un abbraccione ovunque tu sia.

Giampaolo D.




lunedì 3 aprile 2017

BOUNDARIES BETWEEN LOVE AND FREEDOM



BOUNDARIES BETWEEN LOVE AND FREEDOM

The boundaries between true love and possessiveness, are very thin and it is easy to confuse them. 
Freedom is very close to the prison, especially if you do not read in their hearts.
Now I wish I were a seagull flying in the blue sky clear sky or a dolphin so free in indigo sea. 
Instead I find myself to be just a small sparrow resting on a branch to observe what is around me ... 
And look

Giampaolo D.

lunedì 27 marzo 2017

UNA STORIA AL CONTRARIO 3°


UNA STORIA AL CONTRARIO 3°

Ricordo che avevo appena compiuto 57 anni quando in tutto il mondo si stavano verificando guerre e cataclismi, ma sembrava che fossimo finiti in un sogno o film strano fino a quel giorno.
Era il 23 settembre 2018 quando da un paese dell'estremo oriente partì una testata nucleare della massima potenza, diretta verso Los Angeles, per un cattivo destino non arrivò più lontano, cadde nel Fujiama in Giappone. 
L'orrore che avevamo visto era indescrivibile, ma ormai il meccanismo si era messo in atto, il Giappone era sprofondato per metà nel mare ed uno tsunami di dimensioni enormi, aveva devastato tutto dalla Cina fino all'Indonesia e le Isole Filippine sparirono nei flutti.
Inoltre terremoti si scatenarono in ogni angolo della terra devastando tutto, la controparte lanciò dei missili verso l'estremo oriente ma altre nazioni non colpite si mossero contro questi, provocando due catastrofi inimmaginabili.
Era stato spaventoso, noi ci trovavamo in Canada in una zona se si può definire così, protetta, dove partecipavamo ad un meeting importante, tra le montagne non lontano dai palazzi del governo.
Dei bunker erano stati la nostra salvezza, all'interno a molti metri sotto terra, seguivamo inorriditi tutte le vicende dai telegiornali che potevano ancora trasmettere, poi quando trasmisero le immagini dall'alto della nostra Italia anche lei ormai ridotta a poche cime di montagne, avevamo capito che la fine della nostra civiltà era arrivata.
Aiutati dai superstiti del governo canadese, eravamo riusciti in un paio di anni a sopravvivere, poi si decise di uscire all'aperto.
La zona dove ci trovavamo era salva anche se il cielo aveva un colore indescrivibile e perennemente grigio ed il freddo ci attanagliava.
Dalla fioca luce nel cielo che penetrava da quel grigio, avevamo capito che il sole non era al suo posto come sempre, la tragedia fece si che l'asse terrestre si era spostato di decine di gradi.
Alcuni computer, tramite satelliti nell'atmosfera, ci misero in contatto con altri superstiti, e con le settimane successive, tutti noi avevamo già intuito le zone terrestri salvate.
Piattaforme come la zona orientale russa, l'Africa centro meridionale, parte del Brasile, il Canada e salirono dagli abissi altre due terre, una vicino all'Australia che si unì a metà Antartide non sprofondata nell'oceano. Ventisei furono i gradi di spostamento dell'asse terrestre ed il Canada era diventato un Paese tropicale.
Fu fortuna o destino che poche nazioni generalmente pacifiche, con i loro governi, eserciti e reparti medici importanti nel corso di cinque anni, insieme a noi, ristabilirono un ordine nuovo su quasi tutta la terra, incredibilmente unito e collaborativo.
Dopo otto anni dalla fine della catastrofe eravamo pronti a ricominciare, ma ci vollero altri otto per ripristinare totalmente ciò che era rimasto in piedi e ciò che era stato ricreato, eravamo stati impegnati nella continua ricostruzione ed al mio settantatreesimo compleanno, tutto era in ordine o quasi.
Tutti con il proprio ruolo e compiti, la terra si era ridotta di cinque miliardi di persone e le nuove terre erano state ridefinite e rinominate ma non c'erano più confini per fortuna e neanche il problema della fame anche se resistevano ancora molte malattie, ma la popolazione mondiale sembrava rinata dopo un incubo durato quasi venti anni.
Dalle mie finestre vedo un cielo azzurro, un sole che il suo corso non è più come un tempo, da est verso ovest ma al contrario, eppure si sta così bene.
La mia storia al contrario così incredibilmente vera, la storia che continuerà il suo corso all'indietro verso la mia gioventù.

Giampaolo D.






martedì 14 marzo 2017

UNA STORIA AL CONTRARIO 2°


UNA STORIA AL CONTRARIO 2°

Io ed il mio amore avevamo ormai sessantacinque anni quando la catastrofe finì e cambiò il mondo. Terre sprofondate nel mare, altre riemerse, mari dove c'erano pianure e al contrario. Climi cambiati e così la geopolitica e le leggi.
Fortunatamente ci siamo salvati per caso, eravamo in montagna in un paese all'estero, una delle piattaforme che rimasero in piedi nonostante subirono danni ingenti.
Tutto andò distrutto sulla terra ed almeno tre quarti della popolazione mondiali sparì tra onde, fuoco, malattie, crolli e ferite. Molte furono le città distrutte e quasi tutte le maggiori nel mondo.
Non sto a spiegare come ci eravamo salvati insieme ad altre persone in quel luogo. Poi quando le cose si erano assestate, solo che alcuni eserciti e governi rimasti in piedi e per fortuna, molto pacifici e corretti, sono riusciti nel giro di cinque anni a ricominciare di nuovo, la tecnologia non era tutta distrutta ed aiutò molto con contatti e riunioni.
Nel corso dei mesi, dopo che si erano ripristinati contatti aerei e navali, furono fatti censimenti e rilevazioni e dopo altri tre anni, quasi tutto il mondo fu rimesso sulle cartine geografiche com'era diventato e la popolazione mondiale finalmente poteva appartenere ad una fazione, un nuovo stato e questa volta senza religioni o politica estreme... Era diventato tutto una specie di piccolo paradiso.
Quanto tutto ricominciò avevamo settantatré anni entrambi e qualche acciacco, la fazione dove eravamo stati assegnati assegnati era una zona costiera dal clima salubre chiamata AzureBay16 grande quando una città di circa centomila abitanti.
Io ero diventato negli anni precedenti uno scrittore abbastanza quotato e la mia metà aveva militato in politica, così eravamo diventati: sindaco della nuova città il mio amore, mentre io divenni rettore dell'istituto scolastico che comprendeva ogni tipo di scuola dall'asilo all'università, situata sulle colline dietro il mare, immersa nella vegetazione dai colori incredibili.
come riesce la natura a sopravvivere e migliorarsi sempre di più quando l'uomo non la distrugge.
Alla fine come abitazione, ci avevano assegnato una stupenda casa in cima ad un piccolo promontorio nella zona est, una casa moderna anti sismica, molto luminosa le cui vetrate davano sulla distesa del mare dove tramonti ed albe segnavano i giorni che un tempo non si vedevano essendoci state le colline.
La mia metà era disperata avendo perso tutti i suoi oggetti di valore appartenenti alla sua famiglia, mentre io avevo salvato solo i miei libri.
Non saprei neanche dire quali erano stati i luoghi dove ora vivevamo, tutto era stato tramutato e così pure l'asse terrestre si era spostato di ventisei gradi ed ora dal cielo osservo stelle che prima non vedevo e la vegetazione così intensa e il clima secco, mi aveva fatto pensare fin dall'inizio, che ci trovavamo in una zona ora tropicale.
Con il tempo e con una grande inoltre non lasciavamo molto alle spalle, l'essere umano era diventato impossibile e tra lotte politiche e guerre, uccisioni ed ingiustizie, alla fine non ci mancava più quel passato terribile, l'unico rimpianto erano stati i nostri due figli adottivi di cui non avevamo avuto più notizie...
Il destino di tutti era stato segnato da quel 23 settembre 2026 alle ore cinque e trenta di un mattino soleggiato.
Dopo tutto questo, la vita era diventata dolce e serena e forse meno complicata, le persone più attente ed educate, incominciarono a gironzolare per la città molti bambini facendo capire che le nascite avevano ripreso il suo corso e l'uomo forse aveva imparato molto da ciò che era successo anni prima.
Con gli anni, la terra si stava ripopolando lentamente, nuove tecniche di medicina, insegnamento e spiritualità presero forma facendo migliorare ogni sistema di vita e così anche i nostri malanni ebbero aiuto maggiore.
Ma raggiunti i miei ottantantré anni, anche la mia dolce età si sera spenta nel sonno in un mattino di  primavera lasciandomi solo e disperato. 
Ero rimasto solo ma sempre circondato da persone che mi volevano bene: la mia infermiera, la mia fedele domestica, il mio giovane e simpatico dottore con la sua famiglia... I miei libri che scrissi anni prima e gli amici della cittadina.
Avevo passato un'estate dolorosa nel cuore guardando splendidi tramonti sul mare ed in ogni istante nel cielo vedevo il suo volto, ero sicuro, grazie alle mie attitudini esoteriche e paranormali donatomi dalla nascita, che l'avrei raggiunta presto, avevo sorriso ai voli di gabbiani nel cielo chiudendo gli occhi, sognando il nostro passato pieno di amore.
Ed eccomi qui ancora a raccontare la mia storia al contrario per la seconda volta, presto narrerò ciò che accadde in quei giorni tremendi che cambiarono il mondo, dove tutto era stato distrutto forse per ricominciare la vita in una nuova terra diversa da come era stata prima, per millenni.

Giampaolo D.


lunedì 6 marzo 2017

UNA STORIA AL CONTRARIO. 1°




UNA STORIA AL CONTRARIO. 1°

Il profumo di salsedine e l'aria fresca di primavera colpiscono il mio volto, davanti a me scorgo quel mare blu al tramonto, così intenso, così grande, così meraviglioso da farmi commuovere. 
Lo stridio dei gabbiani sulla testa e la risacca delle piccole onde bianche sulla rena fanno da cornice ad alcune barche di legno colorate appoggiate sulla sabbia.
Il sole che scende piano all'orizzonte allunga le ombre di tutto ciò che si trova davanti a me, compresa la panchina su cui sono seduto appoggiato al mio bastone della vecchiaia.
Qualche voce lontana, le prime luci alle finestre delle case moderne di quella nuova cittadina costruita dopo la catastrofe planetaria di qualche anno fa, in questo posto miracolosamente rimasto in piedi, mentre alcune pianure e montagne sono franate in quella distesa di acqua.
L'infermiera che mi fa visita ogni tanto per delle piccole cure per il mio malandato cuore, disse un giorno mentre era con me sul terrazzo di casa:
"Com'è cambiato tutto da quando è successa quella cosa..." Liza ha un viso rotondo, giovane e lentigginoso, i capelli scuri ricci un po' arruffati dal vento gli occhi di un grigio verde chiari ed un sorriso sempre un poco preoccupato. La guardai di sottecchi rispondendole.
"Si, e si ricorda che qui sotto il terrazzo dove c'è la strada. esisteva una pianura stupenda ed ora c'è il mare, e la in fondo... " continuai indicando delle lontane montagne sulla nostra destra "E là in fondo c'erano cittadine bellissime adagiate sulle spiagge ed ora ci sono solo montagne."
Lei mi guardò negli occhi leggermente commossi e poi volse lo sguardo sul mare, dicendo sottovoce "E si ricorda quanti morti ci sono stati? Troppi... anche tra i nostri cari." 
Già, quanto era cambiato il mondo dopo quello che era successo, per colpa dell'uomo, per colpa della natura, milioni di persone scomparse tra onde, frane, terremoti, guerre poi malattie, ma come sempre tutto ritornò a vivere anche se occorsero molti anni prima di ricostruire quasi tutto. 
La vita e gli uomini rimasti, incominciarono una nuova era che, per ora, sembra diversa e migliore da quella precedente, quella della mia giovinezza. Io e la persona che stava con me fino a pochi mesi fa e che era volata via in cielo in pochi minuti (sperando presto di raggiungerla) ci eravamo salvati, perché ci trovavamo in viaggio in un Paese lontano, Quella terra su una delle cinque piattaforme del mondo rimaste quasi illese dalle catastrofi. Ci eravamo chiesti il perché ma l'unica risposta era stata... Destino.
Chi sono io?
Il nome non ha importanza, avrei potuto cambiarlo ai tempi del disastro ma allora decisi di tenere il mio, quello della nascita, chi mai avrebbe controllato dopo la catastrofe? Nessuno.
Ho ottantatrè anni, occhi blu, ancora con i capelli ormai bianchi come la neve. Passo incerto aiutato da un bastone, dipingo e scrivo ancora, sono stato commesso, impiegato, studioso d'arte. Leggevo molto e viaggiavo per il mondo alla ricerca della bellezza e della storia, possedevo una famiglia difficile alle spalle, un'esistenza travagliata ed un amore durato quasi cinquant'anni.
Ed ora sono qui, in questo posto di mare, caldo e secco che un tempo era tutt'altro, vivo in un bell'appartamento luminoso con una domestica tutto fare, un'infermiera giornaliera, un dottore che ogni volta che viene a farmi visita scuote la testa perché non seguo le regole.
Ogni tanto qualche vecchio come me diventato mio amico passiamo le nostre giornate al mare o in giro in auto con qualche suo nipote scoprendo qualche nuova costruzione, insomma una vita assatanata degna di vecchietti come noi.
Ma forse sto raccontando troppo per questa prima volta, infatti questa è una storia a ritroso, che parte dalle vecchiaia e finirà sicuramente quando venni alla luce decenni prima, chissà...
Ma ora il sole è quasi tramontato e mi aspettano a casa per cena, a presto allora. Vi lascio per ora, con la mia storia al contrario.

Giampaolo D.


giovedì 2 marzo 2017

LO SGUARDO VERSO IL TRAMONTO



LO SGUARDO VERSO IL TRAMONTO


Fine estate.
Era l'ultimo giorno in Olanda, ormai da poco ero diventato nuovamente single.
Dopo la separazione, avevamo lasciato per sempre la casa vicino al mare, dove vide giorni felici insieme per molti mesi, dove visse con noi tutte le sfumature del tempo e del nostro amore.
Ospite a casa di Erik, in quell'ultimo giorno avevo deciso di prendere la sua bicicletta, uno zainetto con dentro qualcosa da mangiare e da bere, una piccola coperta e via di corsa per quelle stradine di campagna olandese circondate da erba verde e fiori colorati.
Presi una sterrata sulla sinistra che costeggiava un canale blu solcato da chiatte piccole e qualche boat house isolata.
Il vento tiepido sul viso mi faceva stare bene nonostante il dolore del prossimo addio a questo posto incantevole, sfrecciavo accanto all'erba alta ed ai fiori, mentre qualcuno con la mano salutava simpaticamente dalle chiatte al mio passaggio.
Mi accorsi di cantare ad alta voce, poi superata una curva dove un piccolo boschetto copriva la visuale, mi sono ritrovato davanti ad uno spettacolo lasciandomi per un istante a bocca aperta.
Il canale era diventato più largo e sulla sua riva sinistra cinque mulini a vento in legno, colorati di rosso fuoco si stagliavano nel cielo rosato del dopo mezzogiorno.
Avevo appoggiato poi la bicicletta ad una pianta, stesi la coperta e gustai il mio pranzo davanti a quell'immagine meravigliosa.
Il tempo passava, il vento faceva suonare le foglie sopra la mia testa appoggiata al tronco dell'albero e la mente vagava nei ricordi.
Aironi nel cielo migravano verso sud, nuvole arancioni all'orizzonte sul sole basso, ormai segnavano il tramonto vicino così come l'autunno tra pochi giorni, non avrei mai voluto alzarmi da quel posto ma lo feci e tornai indietro fino alla casa di Erik.
Era il mio ultimo sguardo sul tramonto olandese che aveva visto per mesi una storia d'amore ormai finita, un viaggio a due che, nonostante tutto, aveva lasciato cose importanti nel cuore.
Più tardi dalla finestra della camera dove dormivo, le bianche e fredde stelle del nord stagliate nel blu della notte, mi sembravano solo freddi diamanti senza calore, quel caldo e bellissimo tramonto era rimasto solo nella mia mente e nel mio cuore.
L'indomani un aereo mi avrebbe riportato per sempre in Italia.
Disteso sul letto avevo guardato le mie borse da viaggio appoggiate vicino all'armadio e poi di nuovo il cielo scuro dalla finestra, ricordai di aver spento la luce addormentandomi quasi subito.
Eppure quel tramonto era rimasto nei miei sogni, il mio ultimo sguardo verso una bellezza che mai più dimenticherò.

Giampaolo DS

mercoledì 1 marzo 2017

Tratto dal mio libro: GREEN HILLS LE MIE VERDI COLLINE. Eleanor, Isabel e Daphne



TRATTO DAL MIO LIBRO

"GREEN HILLS LE MIE VERDI COLLINE"

Tre delle donne magnifiche
del mio racconto 

ELEANOR - ISABEL - DAPHNE


ELEANOR.

Jerome s'innamorò di lei fin dal primo momento, da quando la vide con le lacrime agli occhi a quella festa piena di gente importante. Il dolce sorriso di quella fanciulla sconosciuta gli entrò nel cuore e capì che lei, sarebbe stata la donna della sua vita. Eleanor, sua moglie, il suo amore che gli diede tre figli e la sua passione, un amore che curerà in eterno nel cuore di Jerome, il giovane uomo dai sentimenti profondi e dall'animo puro.

Eleanor, bellissima, bionda dagli occhi verde chiaro come il mare, una figura alta, esile e sensuale, i capelli biondi lunghi fino alla vita e quella bocca stupenda da baciare. 

Eleanor madre, amante, compagna, forte, dolce, tenera, decisa.. La sua donna per sempre, solo uomini come lui sanno amare veramente e lei lo aveva capito e seguito per tutta la sua vita.
Jerome Kentkolwyn aveva incontrato la sua fortuna in amore.




ISABEL


Isabel, fanciulla amata e promessa come futura sposa al giovane Chester Kentkolwyn.
Giovane, nobile, bellissima, colta, molto simile alla madre del suo fidanzato, una ragazza dai modi gentili, raffinati
I suoi capelli rossi lunghi fino ai fianchi ed un volto da bambina incorniciato da grandi occhi verdi e da una bocca dalle labbra rosate, avevano fatto impazzire d'amore il giovane Kentkolwyn fin dal loro primo incontro.
Un amore romantico che innocentemente, segnerà un odio profondo nel cuore di chi non sa il significato di quel sentimento.
Ma Isabel e Chester, sono talmente uniti che nessun odio potrà mai ostacolarli, eppure... Una terribile tempesta si stava avvicinando, in quella stupenda estate calda.



DAPHNE  

Daphne Molliyghan la madre di Peter, la governante, la mamma di tutti a Green Hills. La donna alta, imponente, dagli occhi azzurri e vivaci, quella che asciugava il pianto, sgridava, proteggeva, quella che fin dall'inizio conosceva ogni segreto. Da sempre a Green Hills, la sua fedeltà e devozione a quella famiglia, la sua famiglia.


lunedì 13 febbraio 2017

GRIGI FEBBRAIO



GRIGI FEBBRAIO

Com'era bello Febbraio quand'ero piccolo, un mese dove si aspettava carnevale, dove il vento meno freddo spazzava via le foglie gialle e rosse cadute come un vortice suonante allegro e pazzerello.
Com'era bello assaporare un leggero tepore quasi primaverile nonostante la temperatura non fosse ideale ma, vedendo qualche bocciolo su spogli rami di alberi nei viali, già dava l'impressione che la primavera stesse arrivando.
Com'era piacevole mangiare i dolci della nonna in una campagna ancora addormentata dalla nebbiolina leggera del mattino, gustare quelle chiacchiere saltate in padella ed il loro profumo che aleggiava in cucina.
Si poteva di nuovo giocare in cortile mentre dai canali di scolo delle grondaie, scendeva gorgheggiante l'acqua della neve che si scioglieva dai tetti e qualche passerotto appena nato chiamava la madre per mangiare.
Poi tutto cambiò.
Non fu per l'età adulta.
Non fu per il disincantarsi dai sogni.
Non fu per i cambiamenti climatici.
Ma fu come se il mondo si capovolse nella mia vita e Febbraio da allegro e colorato, si dipinse di colpo qualche tempo dopo, in giornate gelide, di colore grigio cupo.
Da quel momento questo mese non fu più bello per me, aspettavo e tutt'ora aspetto con ansia Febbraio, il mese dei miei dolori più intensi, degli annunci più terribili.
Delle mie paure di perdere qualcuno o qualcosa di importante e come un orologio puntuale, Febbraio mi regala ogni anno, una morsa di dolore nel cuore.
Destino, coincidenze, fatalità? 
Non saprei dirlo.
Eppure ancora oggi, proprio in quest'stante sono in attesa, dopo quasi un anno da quando Lei, Angela la mia stella rossa, colei che mi diede la vita è volata in chissà quale dimensione, dicendomi in un sogno fatto poco dopo "Vai per la tua strada ora."
Sono in attesa di un altro cuore che spero, non se ne vada via proprio ora, seguendo la scia di un anno di perdite dolorose, so che non sarà così, ma anche lei partirà per il suo mondo così diverso dal nostro e forse, non sarò presente quando lei volerà via. Tra poco.
Io sono qui, resto qui a fare le stesse cose, gli stessi gesti quotidiani come fanno tutti, stare con i pochi amici come sempre e come sempre scrivere, leggere, camminare, sorridere, fare finta di nulla...
Eppure un altro dei tanti grigi Febbraio è arrivato, con le sue notizie tristi ed  ancora quell'attesa di qualcosa che sembra un verdetto finale.
Chissà, forse un domani questi grigi Febbraio, si tingeranno di un altro colore, di coloreranno di altre cose ma, forse, sarò troppo vecchio per rallegrarmi e molti cuori se ne saranno andati già via.

GpDS

mercoledì 25 gennaio 2017

COME UN LUPO... SENTIRE L'INVERNO...DENTRO



COME UN LUPO...
SENTIRE L'INVERNO...
DENTRO

Il freddo che attanaglia,
il gelo che penetra nelle ossa,
i cristalli ghiacciati nel cuore,
il vento artico che brucia la pelle.

E ciò che si sente dentro
quando la solitudine vive la tua vita,
nonostante hai attorno chi ti ama,
oppure hai vicino chi ti vuole bene.

E tu sei li a guardarti dentro,
a vederti come un lupo nella neve,
un lupo che aspetta la primavera,
che forse tarderà ad arrivare.

Sei lì chiuso nella tua pelliccia calda
ma che non riesce a scaldarti il cuore,
che non vuole coprire la tua anima,
che non sa proteggere la tua fragilità.

Eppure sei fermo in quel gelo,
per resistere e per poter andare avanti,
nutrendoti di forze arcane ed arcaiche cellule,
che vivono da millenni dentro di te.

Come sarà il tuo futuro mentre 
guardi la neve cadere nel tuo cuore?
Come vivrai nella primavera,
se non hai risolto i tuoi drammi?

Vivrai come sempre da lupo,
alla ricerca del "cibo" per nutrirti,
per vivere, pensare, amare, aiutare,
E loro cercheranno sempre le tue forze.

Le forze che spesso non hai ma che
serviranno per chi ne avrà bisogno,
e poi, come sempre arriverà l'inverno,
in cui aspetterai di nuovo la primavera.

GpDS


domenica 15 gennaio 2017

CERCARE UNA STRADA



CERCARE UNA STRADA

Quante strade ho cercato nella mia vita? 
Quanti ruoli ho dovuto "recitare" per adattarmi alle circostanze o situazioni? 
Molte. Troppi
Sono stato bambino bravo, bambino cattivo, bambino sensibile, bambino ribelle...
Poi crescendo sono stato ragazzo difficile, ragazzo solitario, ragazzo indipendente, ragazzo complicato.
Ogni volta veniva richiesto da me un ruolo o un comportamento in base con chi ero, con chi vivevo, dove mi trovavo.
Che difficoltà, che sofferenza, che solitudine.
Gli anni passavano e le stesse cose erano richieste quando ero un giovane uomo pieno ancora di sogni, speranze e progetti.
Nonostante le gravi difficoltà di una esistenza non facile, anzi con molte difficoltà ed ostacoli, ho tentato molte strade, con buoni risultati ma con finali distrutti da chi doveva surclassarmi per ambizioni (loro) e mancanza di appoggi (miei).
Sono stato atleta con medaglia di bronzo ai giochi della gioventù, una piccola parentesi chiusa da una famiglia ottusa che non aveva capito nulla.
Sono stato ballerino in discoteca e teatro, poi insegnante in palestra, una breve carriera di qualche anno terminata perché non ero "finito nel letto di un personaggio potente" e le porte furono chiuse.
Poi tentai come pittore, autore discreto e a volte buono, molti sono stati i dipinti e dodici i quadri in mostra alla tv, seguiti da mostre con aste di beneficenza però, in quel caso c'era uno scotto da pagare (in monete suonanti) e non avendo queste possibilità, i miei lavori furono piano piano dimenticati e lasciati andare alla deriva.
Poi qualche anno dopo, una svolta nonostante altre difficoltà personali: tv e radio private come nuovo esoterico emergente, per mesi richieste e grandi opportunità finché era arrivato quello più "bravo" grazie ad una spinta notevole e così, nuovamente sono finito nel dimenticatoio della notorietà.
Arrivò l'occasione nella moda ma come aiuto amministratore, grande felicità, stilisti, modelle e modelli, contatti importanti e per due anni lavori interessanti e conoscenze famose tra cui una relazione con una persona vip (tutto finito grazie ad un amministratore che doveva piazzare al mio posto la sua pupilla d'oro, una pupilla che stava sia in piedi che stesa a casa sua, e finì il mio lavoro ed insieme la storia con l'emergente vip, in questo caso grazie al suo produttore).
Come tante storie gli anni passarono.
Poi finalmente il libro, non sognavo di diventare un Garcia Marquez o un Joyce ma evidentemente la crisi editoriale e la mancanza di supporti validi ha fatto si che un buon libro sia finito dopo tre anni quasi nel dimenticatoio pure lui, se non per pochi amici e conoscenti che lo rileggono ogni tanto.
Poi la creazione, il blog personale con storie, lezioni di Astronomia e Astrologia, poesie, racconti, raggiungendo più di 80.000 visite su questo mio blog e oltre 600.000 su google + con varie decine di seguaci, certo cose piacevoli da leggere ma appaganti solo al mio ego che crede di aver fatto cose stupende... 
Ma dai giù coi piedi per terra, sei solo uno dei tanti a cui piace mettere con la penna su fogli bianchi storielle normali e sensazioni che hanno tutti e a chi vuoi che interessano? 
Cos'è questo un esame di coscienza oppure la somma dei propri risultati? 
Non so e non lo voglio sapere, so solo che forse ci saranno altre strade da provare, da intraprendere, da iniziare per arrivare... Dove? 
Dove vorrei arrivare?
Non lo so più neanche io.
Se ascoltassi la ragione, direi di mollare tutto e di fare una vita normale come sempre tralasciando ambizioni artistiche o presunte tali, oppure continuare magari in altri ambiti intanto che il tempo passa pur restringendosi.
E chi non è diventato noto dopo i sessant'anni? Molti.
Ma non vorrei diventare famoso per il nome ma per ciò che ho creato, lasciare un segno in un futuro, dove qualcuno ricordando dei miei lavori potrà dire: "Oh che belle cose ha scritto o dipinto oppure creato questo tizio.."
Chissà.
Qualche sogno od ambizione ci sono ancora ma, davanti a me oltre a meno anni di prima da vivere, trovo disillusione e sono diventato abbastanza disincantato per non sperare più di tanto.
Ora ho iniziato un altro percorso, una nuova strada ancora fresca che, da qualche segno dato, mi fa capire di proseguirla. E' difficile pure questa ma forse, essendo diversa dalle altre, un futuro più soddisfacente potrebbe farsi largo e mi dico perché no?
Allora iniziamo piano ed andiamo avanti, la strada è nuova piena di incognite, in punta di piedi ho incominciato a percorrerla scoprendo poco alla volta il suo cammino.

GpDS



INCOMPRENSIONI



INCOMPRENSIONI

Hai cercato da troppo tempo di farle capire chi sei, cosa provi, cosa vorresti fare per farla felice ma...
Ogni cosa che hai creato, detto, fatto non era stata capita. 
Eppure lui aveva fatto di tutto per lei, ma ogni cosa non era giusta, ogni parola era sbagliata e anche un piccolo gesto era stato interpretato male, almeno da qualche settimana in avanti.
Allora?... Allora era finito il suo amore? Se fosse così, cosa avrebbe potuto fare ora?
Lei, tre giorni fa gli aveva scritto un biglietto incomprensibile per lui, per il suo modo di amare, un biglietto che se lo rigira da tempo tra le dita ma, proprio non riesce a carpirne il significato.
Lo ama? Non lo ama più? Deve aspettarla oppure andar via da quel sogno di cui è ancora innamorato?
Belli sono stati i giorni in cui hanno vissuto come fossero protagonisti di una fiaba antica, quei meravigliosi viaggi, le serate davanti al camino abbracciati guardando la neve scendere dal cielo oltre le finestre. Meravigliose sono state le serate in terrazza a gustare cibi marini davanti ad un Mediterraneo illuminato da una Luna ammiccante, e le corse nei prati verdi ed i balli divertenti in quella pista dove la musica copriva le loro parole d'amore.
Dov'era finito tutto questo?
Forse definitivamente scomparsi in quel giorno freddo di dicembre, quando due occhi chiari venuti dal nord, si sono intromessi tra loro?
Quel volto bello e duro dal sorriso sensuale che a lei aveva fatto un certo effetto? Eppure doveva solo essere un amico.
Ed ora?
Ora lui è su quella spiaggia, con quel biglietto dai contenuti incomprensibili ad aspettare lei o una risposta che tarda a venire... Una risposta che segnerà per sempre il suo futuro.
Ed intanto il mare manda le sue onde ad infrangersi poco distanti come le onde dei suoi pensieri, le quali stanno aspettando una spiaggia su cui fermarsi.

GpDS


lunedì 9 gennaio 2017

VENTO DEL NORD



VENTO DEL NORD

Gelido, pungente, secco
Sferzata invisibilmente bianca
Scuote nella mente
Ricordi di calde atmosfere
Di fuochi nei camini
Di ghirigori sui vetri
Di luci fioche per strada
Manti, cumuli nevosi
Nei cortili imbiancati
Rumore sordo del vento
Tra le case vecchie
Mentre persiane sbattono
Al suo passaggio veloce
Occhi che osservano
Passerotti nella neve
E rari Bucaneve spuntati
Il profumo della calda bevanda
Posata sul tavolo
Richiama i sensi
E la voglia di calore
Intanto il gelido
Vento del nord
Fischia tra fessure
Di stalle vicine
Dove riposano animali
Ed il fieno a loro dato
Ed io osservo curioso
Dalla finestra
Nuvole grigie lontane

Giampaolo DS